ABOUT ME

Sono cresciuto in un paesino del trevigiano, Chiarano, mi sono diplomato come perito meccanico all’ITIS di Motta di Livenza e a 28 anni, nel 2002 (ve l’ho mai detto che sono un patito di numeri palindromi? Forse non è un caso che tutto sia iniziato proprio quell’anno), mentre insegnavo materie di laboratorio negli istituti superiori della provincia comincio l’avventura più incredibile della mia vita: diventare ingegnere. Da sempre consideravo questa una missione impossibile, non so perché ma non contavo molto su me stesso. Il test di ammissione all’università di Udine mi serve per ottenere un posto nella sede staccata di Pordenone (a numero chiuso) e trovare cosi il modo cosi d’incastrare gli impegni di lavoro e ottimizzare gli spostamenti e funziona. Il 30 dicembre dello stesso anno accade l’impensabile: l’esame di Matematica I viene firmato nel mio libretto. Il primo di una lunga serie che mi porta alla laurea 5 anni dopo e la settimana dopo vinco un posto come dottorando. Ah si, nel frattempo ho conseguito anche l’abilitazione all’insegnamento e sono diventato di ruolo ma mi metto di lì a poco in congedo di dottorato. Si perché sta per iniziare il mio viaggio nella scienza: il CERN di Ginevra mi offre la possibilità di aggregarmi all’esperimento ALICE. Lavorerò sui controlli di un rivelatore, i controlli non sono di certo la cosa più eccitante per la mia natura più manuale ma è solo questione di tempo perché il sistema di raffreddamento dei pixel di ALICE ha alcuni problemi e cosi divento quello che si trova al posto giusto al momento giusto. Ah, ben inteso: nel frattempo con i controlli ho imparato a cavarmela e anche se non sono mai diventato un filosofo dei controlli diciamo che ho saputo togliermi dai guai più di qualche volta e qualche soddisfazione me la sono tolta. La foto infatti mi ritrae il giorno delle prime collisioni dove avevo in mano la gestione del fascio di LHC in ingresso attraverso ALICE, No Claudio? No collisions! Lo champagne che ricevo dalle mani dello spokeperson J. Schukraft ne è testimonianza del buon esito dell’operazione. Era il 30 Marzo 2010.

Nel dicembre di quell’anno completo il dottorato di ricerca in ingegneria industriale e dell’informazione e in quei tre anni imparo un sacco di cose e divento specializzato nei sistemi di raffreddamento dei rivelatori di particelle. Il tutto mica è stato semplice, magari un giorno vi racconterò di persona come si fa a fare una punta da trapano flessibile lunga oltre 4 metri usando il cavo dei freni delle bici e risolvere un problema che aveva messo in ginocchio 10mila tonnellate di esperimento.

Questa storia mi lancia ulteriormente ed entro a far parte come Staff Engineer della collaborazione ATLAS, esperimento che nel 2012 dimostra, insieme all’esperimento CMS, l’esistenza del Bosone di Higgs. La sua scoperta portò all’assegnazione del premio Nobel della fisica ai fisici che la ipotizzarono quasi 50 anni prima: Peter Higgs e Francois Englert. 

Ma ci credereste se vi dico che fin dai primi tempi ho sentito la spinta per andare a raccontare ai ragazzi che figata è la scienza? Ho cominciato a farlo e ogni volta vedevo qualcuno di loro con quella luce negli occhi, al termine degli incontri spesso proprio loro venivano a parlarmi. Riconoscevo benissimo ogni loro singolo movimento, lo vedevo scritto in faccia che l’embolo era partito. Per parlarmi usavano più spesso la parola “figata” che le congiunzioni. E’ questo il motivo per il quale ho deciso di fare un salto ulteriore e creare PassioneScienza, la piattaforma di comunicazione nella quale si incontrano percorsi e avventure scientifiche e umane che raccontano la scienza dei nostri giorni anche attraverso l’incontro con il lato umano dei protagonisti mettendo insieme più esperienze scientifiche per concentrarsi su un unico “messaggio” che, a quel punto, diventa sincrono.

 


 

Benvenuti nella mia vita.

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