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Maria e Giuseppe Fidecaro

Sono partito da Oderzo alla volta del CERN Sabato 8 Marzo 2008, come dottorando di Udine sarei dovuto rimanere  a Ginevra circa sei mesi, un anno forse. Ne sono trascorsi quasi 12 di anni e sono ancora qui.
La prima settimana dovetti seguire un corso di programmazione SCADA, si tratta di piattaforme software per il controllo di strumentazioni e impianti, nel mio caso avrei dovuto lavorare sul sistema di controllo del rivelatore a pixel di ALICE il Silicon Pixel Detector (SPD per gli amici) e il suo sistema di raffreddamento. Questo impianto si trova nella caverna sperimentale sotterranea e per accedere bisogna frequentare dei corsi di sicurezza obbligatori. In quelle settimane mi sentivo spaesato ma carico come una molla, cioè mi tremavano le gambe ogni volta che maneggiavo una strumentazione ma non lo davo troppo a vedere. 

Finalmente mi chiamano per il corso di radioprotezione e mi invitarono ad una delle sessioni pomeridiane proposte. Entrai in quest’aula e appena seduto in terza fila ecco che si siede vicino a me un anziano, gentilmente mi saluta, lo guardo e stento a crederci: Giuseppe Fidecaro. L’avevo visto in alcuni video divulgativi del CERN sempre in compagnia della sua amata Maria anche lei al CERN dai primissimi mesi di vita dell’organizzazione (1954); Giuseppe è il fisico che per primo osservò un raro decadimento del pione grazie al sincrociclotrone, la prima macchina costruita al CERN nel 1957 che funzionò fino alla fine del 1990. 
Sul web se provate a cercare troverete una foto di Giuseppe con Werner Heisenberg e Edoardo Amaldi, ma quel giorno Giuseppe si era seduto vicino a me. Avrà avuto quasi 80 anni e la cosa allora mi stupì, mi feci coraggio e mi presentai e gli chiesi come mai partecipava ad un corso del genere “sta ancora lavorando a qualche esperimento?” gli chiesi, pensando che probabilmente lui avrebbe potuto insegnare a quel corso. “No” mi rispose sorridendo, “però visto che è obbligatorio preferisco essere idoneo”. Quello è il momento nel quale ho cominciato a capire perché il CERN non è solo un luogo di lavoro ma è un luogo di vita e mano nella mano Maria e Giuseppe Fidecaro sono di esempio per tutti.
Li incontro spesso al CERN, vengono in ufficio tutti i giorni anche se sono in pensione da tanti anni.  Tutti al CERN li ammirano per la loro umiltà e disponibilità a foto e chiacchierate, la foto che vedete qui mi ritrae con loro sorridenti come lo sono sempre subito dopo aver salutato il presidente della Repubblica Mattarella in occasione della sua ultima visita al CERN l’11 Giugno 2019.

 

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