Photo Credit: CERN

Premi Nobel a colazione

Ho incontrato decine di volte in caffetteria del CERN Jack Steinberger, classe 1921, e  anche lui come i coniugi Fidecaro, ancora oggi non può fare a meno del CERN. La situazione tipica è la seguente:  la mattina verso le 9 con la sua calma arriva, si prende il cappuccino e appoggia sopra la tazza una brioche per poi recarsi alla cassa per pagare. 
A quell’ora con il mio gruppo stiamo terminando il momento “kawa” che significa caffè in polacco. Il mio gruppo di lavoro è in gran maggioranza formato da studenti di ingegneria dell’università di Cracovia e ogni mattina approfittiamo del caffè per parlare dei programmi della giornata, discutere i problemi e per definire le priorità. Mi è capitato a volte di vedere Jack andare a sedersi di fronte a un perfetto sconosciuto e cominicare a parlargli. “Ecco la sua vittima di oggi” mi dico, sapendo invece esattamente come si sente quello studente che improvvisamente si trova di fronte un premio Nobel. Si perché Jack il premio lo ha vinto sul serio e in ottima compagnia, era il 1987 quando insieme a Leo Lederman e Melvin Schwartz, gli venne conferito il prestigioso premio per la scoperta del neutrino muonico. Di neutrini ne esistono di 3 tipi: elettronico, muonico e tauonico.
Conosco bene la sensazione di timore e riverenza perché un giorno di primavera del 2012 Jack si siese di fronte a me mentre bevevo il mio caffè. Per fortuna ero seduto perché l’emozione è stata davvero tanta; con la sua naturalezza e sorriso mi ha chiesto chi ero, in che esperimento lavoravo e da quale università arrivassi. Dopo le mie risposte  cominció a chiedermi se conoscevo il professore x e y pensando che fossero ancora in ateneo ad insegnare, sue vecchie conoscenze  che probabilmente poteva vantare in qualsiasi ateneo del pianeta. La casualità ha voluto che proprio qualche giorno prima una collaborazione internazionale a capo di un esperimento chiamato OPERA e attivo nei laboratori dell’istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso avesse annunciato la misura di neutrini superluminali cioè più veloci della luce. Una violazione della relatività ristretta di Einstein, mica ciccia e brufoli. Quel giorno senza problemi colsi l'occasione e chiesi a Jack, che di neutrini abbiate pazienza se ne intende, cosa ne pensava e mi rispose con una parola solo: “bullshits”. Aveva ragione ovviamente, a distanza di qualche mese l’esperimento fece marcia indietro ammettendo un palese errore di misura. 
La conversazione con Jack quel giorno si concluse con una sua domanda che mi rivolse con un sorriso: “come mai in Italia continuate a votare per Berlusconi?”.

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