Riparazioni di precisione a 400 km dalla Terra

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Me lo ricordo ancora come se fosse ieri, ma quello che sto per raccontarvi è cominciato un sabato pomeriggio di maggio 2015. All’epoca mi capitava spesso il sabato di fare da guida ai gruppi in visita al CERN, e coincidenza vuole che fossi proprio arrivato alla sala di controllo di AMS, un esperimento costruito al CERN e dedicato alla caccia della materia oscura e che nel 2011 è installato all’esterno della Stazione Spaziale internazionale.

Mentre ero con i ragazzi squilla il telefono e nel display leggo Bart Verlaat. Divertito dalla cosa dico ai ragazzi: “ah guarda caso mi sta chiamando un collega olandese che è il progettista dell’impianto di raffreddamento di uno dei rivelatori di AMS, scusate se rispondo”.  Risposi chiedendo come mai della chiamata di sabato e la risposta fu del tipo: “Ieri sera mi ha chiamato il prof. Ting (già premio nobel per la fisica nel 1976, ndr), mi ha detto di salire sul primo aereo per Ginevra perché abbiamo un problema con il raffreddamento del tracciatore di AMS. Vorrei controllare l’interno di una pompa che abbiamo qui al CERN e che è identica a quella che si è rotta lassù e avrei bisogno del fibroscopio che hai usato qualche anno fa con l’esperimento ALICE”. Abbiamo concordato quando incontrarci e poi ho chiuso la chiamata. Ho guardato i ragazzi dicendo: “Ve la ricordate la famosa frase Houston abbiamo un problema? Ecco, stavolta è Houston abbiamo un problema su AMS”.

Sono trascorsi 4 anni e mezzo, e due giorni fa dalla base della Virginia è partito il razzo con a bordo un sistema di pompe nuovo di zecca per rimpiazzare quello che ha mostrato segni di cedimento dovuti all’estensione della presa dati del rivelatore.

È ormai solo questione di ore e Luca Parmitano, insieme ad un altro astronauta americano, cominceranno le passeggiate necessarie per tagliare i tubi del vecchio impianto e collegare il nuovo. Proprio Bart mi raccontava in questi giorni che nella passeggiata numero tre si procederà con lo scollegare il vecchio impianto: AMS quel giorno smetterà di funzionare temporaneamente o per sempre, dipende tutto dalle complicazioni che potranno emergere durante le varie fasi.

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Ci sono voluti 11 anni per progettare e costruire l’esperimento più prestigioso attualmente in funzione sulla stazione spaziale, sono state coinvolte oltre 400 persone in questa impresa e questa riparazione presenta difficoltà paragonabili solo alla riparazione del telescopio Hubble. Lo strumento più preciso per la comprensione della materia oscura in funzione nello spazio sta per affrontare il momento più difficile della sua storia.

 

Si comincia domani, 15 Novembre, con la prima passeggiata esplorativa, incrociamo le dita e forza Luca!!!

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